Leah usci' di corsa sbattendo il portone.
Le gambe e le braccia tremavano,il respiro era corto e mentre le lacrime iniziavano a scendere appannandole la vista, inizio' a camminare dritta davanti a se'.
Trascinava i piedi camminando in modo scoordinato, sconnesso..
Inciampo' un paio di volte senza accorgersi cosa avesse urtato...cercava di mettere a fuoco le immagini davanti a se, inutilmente...ma non importava cadere, farsi male...l'importante era uscire da li', da quel cazzo di cortile!
Tremando cercava di non stringere troppo i pugni per evitare di spezzare la sigaretta gia' malconcia che aveva in mano.
Tra le urla ancora forti nelle sue orecchie e la rabbia che le esplodeva in petto cercava di ripensare a quello che era successo, ma tutto era confuso veloce incomprensibile.
Come era arrivata a quel punto?
Perche' doveva avere paura, perche' la rabbia continuava a crescere...perche' non poteva esserci un'alternativa...!
Le mani non si fermavano, riusci' a malapena ad avvicinarsi la sigaretta alla bocca ed accenderla.
Il primo tiro........... ...il secondo ....il terzo.....
Nella testa ancora casino, nel cuore troppo dolore.
Si senti' bruciare in piu' punti... si passo' le punta delle dita sulla pelle arrossata del collo e sembro' che le Sue mani ancora lo stringessero per quanto era caldo.
Passando accanto una macchina parcheggiata, si chino' sullo specchietto per rimettersi in ordine.
Era arrivata fino in strada, lo sguardo basso...e benche' sapesse di essere sconvolta,
voleva assicurarsi di quanto questo si notasse dall'esterno..
mercoledì 29 luglio 2009
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